Un blog per conoscere i Tappeti d'Arte Persiani

La passione, la tradizione, l’esperienza, il prestigio, il valore, la finezza, l’eleganza dei manufatti realizzati un tempo si può ancora ritrovare e solo i grandi estimatori, collezionisti, appassionati e conoscitori che nutrono la vera passione verso il mondo del tappeto, come la nostra famiglia, sono a conoscenza delle ancora presenti ma ormai rare opere d’arte che i rinomati Maestri Persiani sognano, progettano e realizzano per donarci tappeti capaci di emozionare e stupire.

I BLUFF NEL MONDO DEL TAPPETO

Con il susseguirsi dei decenni sempre più si stanno affermando sul mercato produzioni di tappeti persiani scadenti e di basso livello che portano il nome di importanti città persiane senza possederne i requisiti di tradizione , abilità, esperienza , passione e qualità , caratteristiche essenziali degli  importanti e reali capolavori ivi prodotti.

Esfahan, Tabriz, Qum, Nain .. non sono altro che i nomi delle città di produzione :  ognuno possiede proprie caratteristiche di massima  però poi all’interno di ogni singola città e zona  vi sono migliaia di sfumature che fanno variare prezzo e la qualità degli esemplari fino ad arrivare alle produzioni “da bluff”  .

Infatti, accanto a tappeti che oltre ad essere realizzati male sono anche più brutti a vedersi, si sono ormai affermati esemplari realizzati sì con poca cura e con materiali e rifiniture scadenti, ma apparentemente belli e fini quindi molto più facilmente vendibili addirittura per importanti opere persiane con cui in realtà non hanno nulla a che spartire. Proprio questi ultimi vengono prodotti per costare poco cercando però di perdere il meno possibile dal lato estetico e di valutazione, perciò vengono prodotti esemplari che visivamente parlando ed al conto dei nodi possono sembrare dei bei tappeti ad un prezzo concorrenziale quando in realtà al loro interno nascondono diversi trabocchetti: innanzitutto i materiali utilizzati sono di bassissima qualità e le sete sono per la maggior parte sintetiche così  da avere il minor costo possibile del materiale; secondariamente, l’annodatura (se di annodatura si può parlare) viene effettuata facendo solamente passare il filo intorno alla trama senza né annodarlo né tantomeno realizzare il classico doppio nodo persiano utilizzando due fili di trama : così facendo i tempi di realizzazione del manufatto si riducono di parecchio ottenendo però (alla vista esterna del retro del tappeto) un nodo molto fine. Tali esemplari  purtroppo non hanno una lunga vita e la loro robustezza è limitata al tipo di utilizzo che se ne fa: con i moderni battitappeto si possono presto vedere parecchi fili uscire dal vello col conseguente indebolimento della battitura che è stata ben realizzata per tenere insieme i cosiddetti “nodi” e si avrà un tappeto che si disferà completamente in un tempo più o meno breve ( questo potrebbe capitare già dopo qualche anno o più tardi ; in ogni caso tali esemplari non avranno sicuramente mai una vita duratura come i tappeti originali che diventano antichi ). Talvolta, oltre a questo tipo di annodatura, vengono utilizzate trame fini ma orditi molto grossi  così da avere un nodo visivamente fine ma creando  una distanza tra una fila di nodi e l’altra che permette di ridurre sensibilmente i tempi di realizzo.

Tutto questo purtroppo a tappeto ultimato risulta molto difficile da vedere e da verificare quindi in questo caso possiamo dire che gli indizi per cercare di evitare tali tappeti sono i seguenti: primo, la fiducia nel venditore (purtroppo vi sono numerosi venditori improvvisati  che oltremodo ricevono i loro tappeti tramite parecchi passaggi di mano e non sanno loro stessi di possedere esemplari da bluff)  e secondo ma non ultimo non cercare a tutti i costi i tappeti con un prezzo accattivante e nemmeno voler ad ogni costo fare un affare seguendo sconti assurdi e svendite che parecchie volte non esistono realmente:  “l’oro per ottone” non si è mai venduto da nessuna parte e tanto meno in Iran  per cui si presuppone che un tappeto, soprattutto se sincero e di buono o alto pregio, può magari costare qualcosa di più se proviene da diversi passaggi di mano ma mai assolutamente costare meno del suo valore intrinseco e reale, perché su di un esemplare veramente di merito alla fonte non esiste né il regalare , né  lo svendere.

Tutti i tappeti di cui si è parlato sono produzioni iraniane scadenti ma , oltre ad essi, in commercio si trovano altresì tappeti che invece di essere prodotti nel Paese madre , vengono copiati da altre nazioni e non provengono pertanto dall’Iran ma in primis dalla Cina, poi dalla Turchia, dal Pakistan, dall’India etc…

Parlando di tappeti importanti, di vere opere d’arte, troviamo non solo tappeti persiani ma anche gli esemplari originali turchi di Hereke : questa è una produzione turca con nodo persiano che inizialmente è stata creata dal Grande maestro Ali Oglu per sfidare gli annodatori Persiani ed essere l’ostentazione della ricchezza e della finezza infatti alla seta utilizzata veniva aggiunto oro , argento e pietre preziose ;  tale produzione che già era scarsa e di nicchia , con il passare dei decenni ha visto la nascita di  produzioni più commerciali tanto che oggi è ormai quasi estinta la reale manifattura, al punto che moltissimi esemplari di tali scuole sono  ormai acquistabili  in commercio nel mondo ma non più in Turchia.  In questo caso ancora di più che non per i tappeti persiani, occorre affidarsi ad un venditore esperto che abbia potuto visionare centinaia di esemplari perché la Turchia stessa , per far fronte all’elevata richiesta di tali manufatti, importa dalla Cina le copie degli originali hereke e le rivende poi nel mercato come originali turchi. Tali tappeti hanno visivamente un fascino e piccoli dettagli non precisamente descrivibili che li contraddistinguono dai reali hereke pertanto è necessario possedere un’elevata conoscenza del settore per riconoscere un eventuale copia e soprattutto aver osservato da vicino parecchi esemplari originali.

Riassumendo possiamo concludere che , mentre all’inizio della loro produzione  la scala di valore dei tappeti che contraddistingueva le varie qualità e decretava quelle migliori, era da tenere in assoluta considerazione, oggi tale principio non è più attendibile a meno di considerare con certezza tappeti di differenti qualità ma appartenenti alla stessa scala di importanza e giudizio ( ad esempio, ammettendo di trovarli, se si paragonano tappeti persiani tutti ai massimi livelli , si può affermare che il primo posto è occupato dagli Esfahan, poi dai Tabriz, dai Qum , seguiti dai Nain e infine dalle altre qualità più o meno simili );  paragonando anche solo due tappeti  diversi e anche appartenenti a scale differenti,  è logico che tutti i valori vengono meno e non varrebbe più l’intero ragionamento per cui ci si potrebbe trovare ad esempio, ad avere un Nain (che dovrebbe occupare il quarto posto dell’ipotetica scala)  davanti ad un Esfahan (che dovrebbe trovarsi  invece al primo posto di essa).